Serva di Dio
MARIA CHIARA MAGRO
(1923-1969)

Cenni biografici

Nata il 3 giugno 1923 a Palermo da Vito e Angela Russo, la Serva di Dio Maria Chiara Magro - seconda di tre figli -, fu battezzata nella Cattedrale di Palermo il 25 agosto dello stesso anno. Come risulta dal certificato di nascita, le furono imposti i nomi di Maria Carla, Giovanna, Francesca. Il nome di Maria Chiara (invece di Maria Carla), da lei preferito e con il quale è conosciuta, le è stato dato alla sua vestizione nel Terz'Ordine Francescano il 15 maggio 1942. All'età di sette anni (15.8.1930), ricevette la prima comunione nella Chiesa di Maria SS. degli Agonizzanti e a 19 anni (29.11.1942) il sacramento della confermazione.

Conclusa la suola primaria, nell'anno 1939-1940 la Magro conseguì il diploma di abilitazione magistrale presso l'Istituto Magistrale Statale "C. Finocchiaro Aprile". Conseguito il diploma, nel gennaio 1941, si iscrisse all'Università di Messina, presso la Facoltà di Lettere Materie Letterarie. Negli anni 1941-1944 sostenne 13 esami, ma non conseguì mai la laurea.

La sua vita è totalmente legata alla scuola, dove iniziò il suo lavoro nel 1946-1947 e nella quale impegnò il meglio delle sue energie fino alla morte, passando per la Scuola parificata della Curia Arcivescovile prima come "incaricata" (1947-1948), come "provvisoria" (1948-1952), poi come titolare di ruolo nella Scuola Statale di "Nuccio" (1952-1953), e in fine dal 1953 alla morte (1969) al Circolo didattico di Boccadifalco, riportando sempre la qualifica di "ottima".

Per quanto riguarda la sua vita spirituale, si deve ricordare che, come essa stessa scrive, appena decenne, sentiva già il bisogno di accostarsi spesso a Gesù Sacramentato, provando tanto piacere a stare con Lui in chiesa. Anche prima, quando era beniamina di Azione Cattolica. All'età di 15 anni, la sua vita eucaristica subì un arresto in seguito, alla fuga da casa di una giovinetta sua vicina ed alle insinuazioni di una sua parente. A causa di ciò i suoi genitori le proibirono di scendere presto in chiesa (ore 6.30), perché ritennero questa una scusa per andare a trovare qualcuno. Pur soffrendo molto, la Serva di Dio non oppose resistenze e passò due anni, andando a Messa solo la domenica.

In seguito ad una richiesta di matrimonio, fatta direttamente a lei, la Magro avvertì con chiarezza che non era quella la sua strada. Nel Natale del 1943 il Signore le fece sentire che la voleva tutta sua. Consigliata dal suo primo direttore spirituale, il 3 giugno 1944 emise il voto annuale di verginità.

Tra alcuni ordini: Suore di Carità, Clarisse, scelse infine, l'Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità, fondato da P. Gemelli e dalla Serva di Dio Armida Barelli - detta la Sorella Maggiore -, che Sua Ecc. Mons. Giovanni Rizzo, nell'estate del 1946, le fece conoscere. Accettata l'8.12.1947, iniziò l'aspirantato il 6.1.1948 e fu ammessa alla professione, che emise nella notte tra il 9 e il 10 agosto 1949 nella Chiesa di S. Damiano ad Assisi; impegno che rinnoverà annualmente per vent'anni in occasione degli esercizi spirituali a norma delle Costituzioni. L'ultima rinnovazione la fece alla Verna il 20.7.1969.

Tutta la vita della Magro è stata un' immolazione al servizio di Dio, della Chiesa e del mondo. Se la sua vita spirituale è stata caratterizzata dalla preghiera: ascolto della Parola di Dio, Eucaristia, devozione alla Madonna, pratiche di pietà, ecc., il suo servizio ai fratelli nella Chiesa e nel mondo si è svolto nell'ambito della scuola come insegnante fedele e amata dai suoi bambini, ai quali ha dato tutta se stessa, più che se fossero stati suoi figli.

Gli ultimi dieci anni della sua vita (1959-1969) sono segnati da lunga e dolorosa malattia (cancro al surrene sinistro), che, dopo tre interventi chirurgici: due a Palermo (1962 e 1966) e uno a Roma al Policlinico Umberto I (1966) e vari ricoveri, l'ha condotta alla morte. Partita sola da Palermo, per quello che considera il suo ultimo viaggio, si ricovera il 1.12.1969 al Policlinico Umberto I per controlli clinici. Partecipa l'ultima volta all'Eucaristia l'8 dicembre nella Solennità dell'Immacolata nella cappella del Policlinico. Muore alle ore 15.30 del giorno seguente (9.12.1969) per broncopolmonite.

La fama di santità, che ha accompagnato la Serva di Dio in vita e in morte, e che continua dopo morte, ha avuto la sua prima manifestazione nel giorno del funerale. Se in vita era da tutti considerata un'anima eletta, una donna di eccezionali virtù, dopo la sua morte si è incominciato a parlare di lei come di una santa, di un vero modello di virtù di una persona che aveva esercitato le virtù eroicamente. Questa è la stima che Maria Chiara Magro riscuoteva in seno all'Azione Cattolica, nell'Istituto delle Missionarie della Regalità, nel quale fin dal 1949 aveva emesso la sua professione, e nell'ambiente scolastico.
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